Rione Terra, i luoghi della storia: Via e Piazzetta Crocevia

RIONE TERRA – La via e la piazza sono affiancate, in tutta la loro estensione, dal palazzo Ragnisco-Mirabella e dalla attigua oasi palmizia, opposti al settecentesco Palazzo Lucignano.

Il toponimo “Crocevia” potrebbe essere stato ispirato dallo stesso quadrivio, oppure da “Via della Croce”, intesa come la “Via Crucis” vista la vicinanza alla Cattedrale.

Nel linguaggio popolare il luogo era meglio identificato come “la Riggiuvia” storpiatura fantasiosa di Reggia Via o Via Reggia.

In questo teatrino naturale, nei periodo pre-elettorali si tenevano calorosi comizi politici, i più affollati erano quelli organizzati dalla D.C. (Democrazia Cristiana) e dal P.C.I. (Partito Comunista Italiano).

Sono definitivamente scomparse tre immagini a tempera, dipinte dal pittore Giuseppe Conte negli anni ’50. Esse rappresentavano un suo autoritratto e i santi Procolo e Gennaro realizzati su una parete al di sopra della fontanina.

All’interno di un “basso”, si poteva intravedere una composizione maiolicata a tema religioso, riproducente una Pietà con le “Tre Marie” e sottoscritta “…a devozione di Aloisio Strina”.

Qualche elemento storico è ancora visibile come il severo portale di piperno del XV secolo inserito in una modesta facciata, alcuni materiali costruttivi riutilizzati come basi alle cantonate, un fregio marmoreo e tratti di mura in opera laterizia.

La zona costituiva il centro vitale del rione, qui si rinnovavano tradizioni, aspetti folcloristici e riti religiosi legati ai ritmi delle attività sociali.

Dal crocicchio si diramano altre stradine laterali che s’infiltrano nell’intricato tessuto urbano.

Oltre ai Gradoni Crocevia troviamo Vico S. Artema che inizia dall’entrata principale del Duomo, Via Ripa, Vico Monsignor de Leòn – il Vescovo che attuò numerose opere pubbliche – poi nominato Arcivescovo della Diocesi di Palermo e Viceré di Sicilia (1650): Vico SS. Eutichete ed Acuzio, intestato ai martiri puteolani condannati e giustiziati nel 305. Quest’ultimo vicolo è chiuso dal prospetto di Palazzo Punzo, personalizzato dal massiccio portale, prima sormontato da uno stemma rappresentante due fanciulli abbracciati – forse gemelli – e da una stella a otto punte decorato da un elmo.

Durante i saggi di scavo, eseguiti dalla Soprintendenza (1981), al di sotto del selciato, si scoprirono vaste fosse comuni con ammucchiati vari resti umani che potrebbero risalire a periodi funestati da epidemie

Antonio Isabettini

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